Venti diversi in Europa: la via ungherese - Priorità Vitali

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Venti diversi in Europa: la via ungherese

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        Venti diversi in Europa: la via ungherese

di Pier Luigi Priori, 10/01/2012

                                        

Ho letto sul Corriere della Sera del 06/01/2012 l’articolo “Anticomunisti liberali o autoritari, quella differenza tra Havel e Orban” di Pierluigi Battista.
Non sono informato a sufficienza sulla situazione in Ungheria da poter esprimere opinioni assolutamente definite, ma… partendo da una certa comprensione economica degli affari europei e da presupposti culturali diversi da quelli di Battista, la mia chiave di lettura su buona parte di quanto egli riporta è diversa dalla sua.
Massimo onore ad Havel, ma teniamo presente che Orban si sta misurando con una dittatura liberistica europea, che quanto a materialismo più abietto nulla ha da invidiare a quello comunista… che stampa e propaganda televisiva ci stanno rimbecillendo saturandoci enfatizzando banalità o episodi di cronaca nera, per farci perdere il senso di quanto sta avvenendo di significativo non tanto a livello italiano, dove siamo stati ormai commissariati,ma europeo.  
Con un’Ungheria posta ormai alle corde da una globalizzazione senza regole e dalla “nostra” Europa mercatistica e bancaria, Orban avrà la forza per portare il suo paese fuori dal vicolo cieco nel quale si trova, attingendo alle sue risorse culturali ed ai suoi valori più innati, senza perdere la misura?  Rispettando comunque chi ha il coraggio di andare controcorrente, io mi auguro di sì, ma lascio ai posteri l’ardua sentenza!  All’Ungheria la sua via: noi nell’Europa più lenta e penalizzata dallo strapotere tedesco nei meccanismi che governano l’economia e la moneta dell’unione, ora dobbiamo trovare la nostra: da soli o (meglio) assieme alle altre economie europee che più ci sono affini.
Forza e coraggio!  






 
 
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