Un pomeriggio in Piazza San Pietro - Priorità Vitali

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Un pomeriggio in Piazza San Pietro

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Un pomeriggio, in Piazza San Pietro
Emozioni pubbliche e private

di
Antonello Tedde


Il 18 Maggio, vigilia di Pentecoste, mi trovavo, insieme a più di 200.000 persone, in Piazza San Pietro in occasione dell’incontro del Papa con i Movimenti Ecclesiali della Nuova Evangelizzazione. Non appartengo a nessuno dei 150 e più Movimenti e Associazioni lì presenti, il motivo della mia presenza era molto personale e permettetemi di illustrarlo, sia pure brevemente: una delle mie figlie, la più grande, da diversi anni appartiene ad una Associazione approvata dalla Santa Sede ( Comunità Nuovi Orizzonti - fondata da Chiara Amirante ) e si dedica ad essa a tempo pieno. Questa organizzazione, principalmente orientata alla evangelizzazione di strada ed al recupero di giovani con esperienze di vita negative e vittime del disagio sociale, persegue i suoi scopi in maniera gioiosa e non tradizionale e tra le altre cose ha al suo interno un gruppo di artisti che utilizzano il loro talento musicale per presentarsi ai  giovani in maniera a loro facilmente recepibile. A questo gruppo appartiene mia figlia Ilaria che in questa occasione è stata scelta per accompagnare, con la sua voce e con una canzone da lei composta, l’uscita del Santo Padre dalla Piazza San Pietro al termine dell’incontro. Chiedo scusa per la divagazione personale, ma spero vorrete perdonare la debolezza di un padre che sente un giusto ( e, credo,  giustificato ) orgoglio. Credo di aver chiarito il motivo della mia presenza mentre per quanto riguarda le “emozioni private” indicate nel titolo, credetemi, sentire la voce della propria figlia echeggiare da un capo all’altro di Piazza San Pietro gremita di persone (una delle quali è il Papa) crea una emozione che è difficile descrivere.
Le “emozioni pubbliche” sono state invece provocate da Papa Francesco, che riesce in maniera mirabile a far coesistere nella sua persona e nel suo atteggiamento umanità, umiltà, semplicità, autorevolezza, autorità e sapienza. Tra le molte cose che ha detto, una in particolare mi è rimasta impressa: raccontava come nella descrizione dell’edificazione della Torre di Babele ampio spazio venisse dato alla descrizione della costruzione dei mattoni e come questi mattoni fossero importanti, tanto che punizioni severissime venivano comminate se qualcuno faceva cadere dalla torre uno di questi mattoni. Se invece a cadere era uno degli operai, l’evento era di importanza trascurabile.
Il Papa ha proseguito dicendo che “se cadono gli investimenti , se cadono le banche, questa è una tragedia. Se cadono le famiglie o se la gente non ha da mangiare, non è importante, non fa niente. Questa è la vera crisi che abbiamo davanti. La Chiesa povera per  i poveri deve sconfiggere questa mentalità”.
Parole semplici, un tono da nonno che racconta le favole al nipotino, poi un significato profondo, un’analisi diretta e impietosa che va al cuore del problema. E di chi ascolta.
Mi si è presentato alla mente un confronto con i nostri “statisti”.
Chiedo scusa : non sarebbe un confronto da fare, però qualcosa di meglio potremmo anche meritarla.
Antonello Tedde


 
 
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