Rappresentazione blasfema al teatro Parenti di Milano - Priorità Vitali

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Rappresentazione blasfema al teatro Parenti di Milano

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Rappresentazione blasfema al teatro Parenti di Milano

"Sul concetto di volto nel figlio di Dio"

di Vincenzo Vitale

Quando - in una mattina di metà gennaio - l'amica Adriana Bolchini mi telefonò per segnalarmi che dopo pochi giorni ( il 24 di quel mese) sarebbe andato in scena al teatro Parenti di Milano "Sul concetto del volto nel figlio di Dio", in alcune scene del quale il volto di Cristo ( tratto da un celebre dipinto di Antonello da Messina ) viene bersagliato da pietre, oggetti vari e ( pare) escrementi, mi colse quasi di sorpresa. Avevo sì letto qualcosa su quello spettacolo che a Parigi , mesi prima , aveva suscitato scalpore e proteste in ambito cattolico, ma - rapito dalle mille preoccupazioni quotidiane - non  mi ero particolarmente soffermato nè a pensarci nè per osservarne le scene disponibili via rete .  Lo feci e davvero ne rimasi molto amareggiato, per come anche sul volto santo del Cristo si consumassero i peggiori  incubi degli uomini.
E dunque dopo tale sollecitazione, mi parve di poter scorgere un percorso strettamente guridico, capace di condurre ad una possibile esclusione di quelle scene dallo spettacolo, come scopo ultimo e reale.
Fu così che dopo qualche giorno - superate le perplessità di alcuni anche grazie alla moglie di Pierluigi Priori ( la quale osservò sagacemente che se invece del volto di Cristo ci fosse stato quello di nostro padre non avremmo coltivato tanti dubbi ) - confezionai, con l'ausilio del mio collabioratore, Avv. Dario Murgia, e con l'assistenza "psicologica" di Pier,  l'istanza presentata alla Procura della Repubblica di MIlano.
L'intento non era punitivo - anche perchè in quel momento non era stato commesso ancora alcun tipo di illecito - ma solo diretto a chiedere che la Procura, nel caso avesse ravvisato nello spettacolo alcunchè di penalmente rilevante, si attivasse per evitarlo, come è suo compito istituzionale fare .
Fummo poi tutti rincuorati da un intervento - reso di pubblico dominio - della Segreteria di Stato Vaticana che chiese ai cattolici di reagire in modo "fermo ma composto" : mi pare che la presentazione di quella istanza sia proprio espressione di quella fermezza e di quella compostezza, nè più nè meno.
Non nutro certo  la presunzione di credere che la nostra istanza sia stata la causa della esclusione dal palcoscenico milanese di quelle scene dove il volto dell'Uomo stesso - in e con quello di Cristo  - veniva imbrattato; tuttavia, credo che essa abbia contribuito sia pure in piccola parte a quello scopo. E ne sono soddisfatto: e con me credo lo siano tutti coloro che l'hanno sottoscritta .

 
 
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