La stupefacente vicenda del Governo Salva Italia - Fase1 - Priorità Vitali

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La stupefacente vicenda del Governo Salva Italia - Fase1

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La stupefacente vicenda del Governo Salva-Italia

Fase 1
di Antonello Tedde


Siamo stati, e siamo, testimoni di una surreale vicenda sviluppatasi tramite una propaganda veramente ammirevole, dal punto di vista della sua orchestrazione e realizzazione, e sconcertante per la sua arroganza ed il suo cinismo.
Abbiamo visto l’Italia ( una nazione sovrana ) sottoposta all’attacco di una speculazione da parte di non meglio identificati “operatori finanziari”. Già questo fatto è il risultato di un sistema distorto che apparenta una Nazione ad una qualunque impresa commerciale. Una Nazione non è una Azienda sulla quale speculare. Una Nazione, l’Italia in questo caso, ma potremmo dire la Grecia o la Spagna o il Portogallo o una qualunque altra Nazione, è costituita da decine di milioni di persone che lavorano e producono i beni e i servizi che loro occorrono per vivere una vita dignitosa, per quanto possibile agevole, per realizzare i loro sogni, per sviluppare la loro cultura, per assicurare a se stessi e alle generazioni future la possibilità di progredire materialmente e spiritualmente, è il frutto di secoli di storia e di lotte per il raggiungimento di questo fine. Non è accettabile che gruppi di persone si siano arrogato il diritto di creare un sistema in cui la Nazione è diventata un oggetto da utilizzare per le loro speculazioni. Ma fermiamoci per ora qui su questo argomento e proseguiamo nella osservazione della “stupefacente vicenda” da cui siamo partiti.
Una ben congegnata campagna pubblicitaria ha creato una situazione di terrorismo psicologico e di panico per cui ci siamo trovati a tremare di fronte allo spread tra i nostri Buoni del Tesoro decennali e quelli tedeschi. Non sapevamo esattamente cosa volesse dire, ma eravamo tutti convinti che avendo superato i 400 punti eravamo davvero in brutte acque. Una situazione insostenibile. Il nostro Governo non era in grado di gestire una situazione del genere. Era necessario che dei “tecnici” andassero al governo per far cessare, con la loro indubbia conoscenza dei meccanismi del Mercato e della Finanza, questa speculazione. Rapidamente, con l’appoggio di parte della maggioranza e di parte dell’opposizione, necessariamente alleate per risolvere l’emergenza nazionale, si è costituito un Governo Tecnico.
Questo Governo, al di sopra dei partiti e della politica, ha preso delle decisioni drastiche che hanno portato a sofferenza e incredulità. Le più alte cariche istituzionali, con tono grave e paternalistico, hanno affermato che era necessario fare dei sacrifici. Il cittadino medio, confuso e frastornato, ne ha preso atto e se anche non riusciva a capire perché certe misure erano state prese non ha saputo esprimere la sua perplessità in maniera logica ed articolata anche perché i vari leader politici , in teoria i suoi delegati, dall’alto della loro competenza approvavano quanto veniva fatto.   
Col passare dei giorni si è visto che le azioni intraprese dal Governo avrebbero portato ad un ulteriore rallentamento dell’ economia e ad un peggioramento della qualità di vita di molti, ma ci hanno rassicurato informandoci che queste misure erano urgenti per fermare la speculazione dei mercati e che le azioni successive avrebbero provveduto a farci ripartire alla grande.
Le azioni urgenti, pesantissime, non hanno portato nessun freno alla speculazione dei mercati, però si è dato molta meno enfasi allo spread saldamente radicato oltre i 500 punti.
Dunque il Governo Tecnico ha clamorosamente fallito, ma non si è affatto preoccupato e ha serenamente annunciato che sta per passare alla seconda fase che, secondo gli annunci, sarà portatrice di un profondo cambiamento nella società italiana.
Si è detto, da alcune parti, che i tempi erano ristretti e comunque se la speculazione non è stata fermata è stata però ostacolata. Chissà cosa sarebbe successo senza questo Governo!
La spiegazione appare debole e comunque basata su ipotesi non verificabili.
Non è pensabile che il Prof. Mario Monti e la sua squadra di accademici ed esperti ad altissimo livello siano così sprovveduti da aver fallito il loro incarico e, per di più, non se ne siano nemmeno accorti.
Dunque il Governo Tecnico non ha fallito nel suo compito che evidentemente non era quello di fermare la speculazione a danno dell’Italia.

Il Presidente del Consiglio ha detto recentemente che adesso l’Europa non deve più aver paura dell’Italia e il Cancelliere Angela Merkel lo ha confermato affermando che “L'Italia ha fatto molto sul fronte delle riforme e le misure che ha adottato sono molto importanti. Ora ognuno dei principali Paesi dell'Eurozona dovra' fare la sua parte per la stabilizzazione della moneta unica e per far uscire Eurolandia dalla crisi.” ed inoltre “L'Italia e il suo primo ministro hanno fatto passi enormi”. Chi fosse interessato può leggere quanto riportato dall ‘AGI  l’ 11 Gennaio 2012, in coda a questo scritto.
Per quanto la materia sia complessa appare difficile credere che :
- aumentare l’età pensionabile
- aumentare il prezzo dei carburanti
- aumentare l’IVA e quindi i costi di tutti i prodotti
- aumentare le tasse
- dichiarare che bisogna combattere l’evasione fiscale ponendo come elemento probante la      
  proibizione ad effettuare pagamenti in contanti per importi superiori ai 1000 Euro
siano dei passi enormi per l’Italia sul fronte delle riforme.
E’ opinione diffusa che qualunque adolescente, studente di ragioneria, avrebbe pensato alle stesse cose e forse avrebbe pensato qualcosa di meglio.
La conclusione a cui si giunge è che la missione del Governo sia stata quella di convincere i “finanziatori” dell’Italia e i suoi partner europei che, anche se il bilancio dello Stato appare in condizioni preoccupanti, la situazione dell’Italia nel suo complesso ( risorse pubbliche  e private ) è tale da renderla solvibile. In altri termini lo Stato può attingere alla ricchezza e ai risparmi degli italiani e far fronte ai suoi debiti ed il Governo ha definito gli strumenti attraverso i quali questo prelievo può essere effettuato. Queste sono le “riforme”, questi sono i “sacrifici”. In pratica lo Stato può ancora indebitarsi perché, rompendo i salvadanai dei suoi cittadini, trova le risorse per pagare i suoi debiti.
Missione compiuta.
Dovremmo ringraziare il Prof. Monti per quello che è riuscito a fare, anche se ha ribadito lo stereotipo dell’italiano gaudente e irresponsabile, “pizza e mandolino”, che però, sotto un severo rimprovero e una guida forte, si piega. La maggior parte degli italiani, lavoratori seri e capaci, non  meritano questo giudizio da barzelletta. Ringraziamo il Prof. Monti con molte riserve poiché ha ottenuto il risultato voluto e contingentemente necessario, ma lo ha fatto sottolineando i suoi meriti e umiliando gli italiani.
Inoltre, cosa succederà quando i salvadanai di tutti noi, gli italiani stupidotti e irresponsabili ( che con il nostro lavoro e i nostri risparmi davvero stiamo salvando la nostra nazione ), saranno stati svuotati ?
Sino ad ora il Governo Salva-Italia non ha salvato l’Italia, le ha solo permesso di continuare a indebitarsi.
Ecco perché è necessaria la fase due : rilanciare l’Economia.
Se il Governo pensa che gli italiani siano delle cicale da costringere a lavorare a bastonate, la fase due non promette niente di buono.
Ma aspettiamo di conoscere cosa verrà proposto e vedremo quindi di valutarlo.


Comunicato della Agenzia Giornalistica Italia :

19:16 11 GEN 2012
(AGI) - Berlino, 11 gen. - L'Italia ha fatto molto sul fronte delle riforme e le misure che ha adottato sono molto importanti. Ora ognuno dei principali Paesi dell'Eurozona dovra' fare la sua parte per la stabilizzazione della moneta unica e per far uscire Eurolandia dalla crisi. Il cancelliere Angela Merkel ha accolto con parole di ammirazione e stima il premier Mario Monti arrivato a Berlino per illustrare il suo lavoro all'Europa sul fronte delle riforme strutturali e sul bilancio. Un lavoro di cui la Merkel si e' detta "impressionata". L'Italia e il suo primo ministro, ha affermato, "hanno fatto passi enormi".
Monti in effetti, che pochi giorni fa aveva anche visto Sarkozy e che aveva passato tutto il weekend a preparare questo incontro, non era arrivato sicuramente per chiedere un'approvazione ma, forse, per riceverla si': "L'Italia", ha sottolineato in una conferenza stampa congiunta con il cancelliere, "merita un riconoscimento da parte della zona euro che non deve piu' temere un paese fonte d'infezione per l'Europa ma puo' contare su un'Italia pronta a fare la sua parte accanto ad altri paesi per contribuire alla stabilita' e allo sviluppo della zona". Non solo, davanti alla Germania rigorosa e storicamente poco propensa a una politica monetaria espansiva, Monti ha espresso il desiderio di tassi di interesse piu' bassi. Se l'Italia sta facendo la sua parte, ha fatto capire, adesso tocca muoversi all'Europa che deve mettere in opera tutti quei meccanismi che traducano le buone politiche in una diminuzione dei tassi di interesse di mercato". La crisi del debito sovrano europeo va gestita anche grazie, ha ribadito il premier, all'armamentario di strumenti definiti per gestire la crisi del debito sovrano a cominciare dal rafforzamento del fondo salva-Stati.
La Germania, da parte sua, si e' quindi impegnata, a fornire un maggiore contributo finanziario iniziale all'Esm, il fondo salva-Stati permamente che sostituira' l'Efsf, in modo da "dare un messaggio ai mercati". Monti ha anche insistito sull'importanza della crescita, "che non sia effimera come e' stata a volte in passato - ha detto - creando disavanzi e inflazioni", ma che sia "sana" in modo da convincere anche i mercati. Insieme, ora, Monti, Sarkozy e Merkel si vedranno a Roma il 20 gennaio per continuare a "collaborare insieme" come ha detto la Merkel. Poi un Eurogruppo del 23 gennaio svolgera i dettagli tecnici del tutto per arrivare al Consiglio europeo del 30 gennaio. Per questa data molte misure si saranno definiti, probabilmente anche quelle riguardanti la crescita.
  Intanto Monti, dopo la Merkel, ha voluto incontrare in ambasciata la stampa tedesca, per fornire un background e spiegare meglio la situazione dell'Italia. Con i giornalisti locali il 'professore' ha voluto superare l'euroscetticismo: "L'euro e forte e non e' in crisi", ha detto, "e i tedeschi devono esserne orgogliosi". Ma ha anche voluto ribadire la sua linea efficace e il suo atteggiamento low profile: "Non so se ci sono stati progressi in stile - ha detto con ironia rispondendo ad alcune domande sulle passate gestioni di governo - vorrei comunque che ci fossero dei progressi nello spread".


 
 
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