La mattina del 27 Aprile 2014, a Roma - Priorità Vitali

Vai ai contenuti

Menu principale:

La mattina del 27 Aprile 2014, a Roma

Articoli

La mattina del  27 Aprile 2014,  a Roma
di
Antonello Tedde


Ero andato a Roma quella mattina di fine Aprile, con l’intenzione di partecipare, con la folla degli altri fedeli, alla cerimonia di canonizzazione di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII. Avevo qualche perplessità, perché era stato annunciato il blocco del traffico e disperavo di poter arrivare in tempo in Piazza San Pietro. Con piacevole sorpresa  ho trovato in città un traffico praticamente inesistente, da normale domenica mattina, e intorno alle nove parcheggiavo l’auto in un parcheggio non deserto, ma molto poco affollato, a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla Basilica di San Pietro. Cominciavo a sperare di poter assistere alla cerimonia, non certamente in prima fila, ma almeno in vista della piazza, forse dalla Via della Conciliazione. Ho preso l’ascensore per arrivare alle scale mobili che portano proprio a via della Conciliazione e qui ho avuto la mia prima, spiacevole, sorpresa : l’accesso alle scale mobili era impedito da delle robuste transenne, insuperabili. Erano presenti dei poliziotti in tuta da combattimento ( da combattimento ? )  ai quali ho chiesto qual era la via da seguire per scendere alla strada. Mi hanno guardato con aria un poco perplessa e poi mi hanno indicato vagamente una direzione da seguire. Alla fine sono uscito, in via delle Fornaci, abbastanza lontano da dove mi aspettavo, ma comunque dietro al colonnato di San Pietro, verso il quale mi sono diretto. Qui ho avuto la seconda spiacevolissima sorpresa : dopo alcune decine di metri ho trovato la strada interrotta  da un muro di transenne  che separava un corridoio largo qualche decina di metri, al di là del corridoio altre transenne ed una folla di persone.
Il corridoio stradale era presidiato da un nutrito numero di forze dell’ordine, apparentemente della polizia metropolitana. Ho chiesto come si poteva passare dall’altra parte e mi è stato risposto che non si poteva e di “ fare il giro di là”. Di là voleva dire attraversare il tunnel sotto il Granicolo ed arrivare al Lungotevere e qui altre transenne e altro “di là”. Avevo ormai abbandonato l’idea di potermi anche solo avvicinare a Piazza San Pietro; in realtà mi stavo sempre più allontanando, e cercavo un maxischermo dal quale poter seguire la cerimonia, ma anche di questo non vi era traccia e le forze dell’ordine massicciamente presenti davano delle indicazioni esaurienti del tipo :  “Non so, provi di là”. Ah! Se avessi saputo dove fosse  “di là”, avrei trovato tutto. Avevo pensato di passare il ponte Vittorio  risalire il lungotevere sull’altra sponda e aggirare “la linea Maginot “ delle fortificazioni difensive : ma un’occhiata all’orologio, erano ormai passate le dieci e la cerimonia doveva essere già iniziata, un’occhiata alla strada da percorrere, forse un Km., e un’occhiata al Ponte Sant’Angelo che anche a quella distanza appariva chiaramente ricoperto da una folla compatta, mi hanno fatto desistere dall’impresa che appariva sempre più al di fuori delle umane possibilità. Mi sono fermato a metà circa del ponte Vittorio, dove non si vedeva nulla, non si sentiva nulla, ma almeno l’affollamento era minore e si riusciva a respirare. Aguzzando la vista, dal ponte, attraverso Via San Pio X vedevo sulla facciata della chiesa di Santa Maria in Transpontina, in via della Conciliazione, una macchia di colore in movimento, della dimensione apparente di un francobollo, data la distanza, che ho identificato come la parte superiore di un maxischermo. Questo era il massimo che potevo ottenere, praticamente nulla. Se fossi rimasto a casa avrei visto di più e molto più comodamente, solo che non ero andato per vedere uno spettacolo, ma per partecipare ad una funzione religiosa e per pregare insieme ad altri fedeli. Guardandomi intorno ho visto tanti altri nelle mie stesse condizioni e con la stessa remissiva rassegnazione. Molti venivano da molto più lontano di me, ho visto delle famiglie che venivano dal Brasile e da tante parti d’Europa e del mondo e mi chiedevo quale fosse il loro stato d’animo essendo stati privati del loro sogno da una fila di transenne insuperabili. Ma perché le transenne ? Ovvio : per contenere la folla. Ma era una folla, no, una aggregazione di persone che, pur nella sua enormità numerica, era quanto di più mansueto e pacifico si possa immaginare : famiglie con bambini, coppie e gruppi di anziani , giovani con lo zainetto in spalla ed il rosario in mano. Le transenne e i poliziotti con tenute antisommossa per contenere queste persone ? Sciocco che sono! Il rischio di attentati! Beh… io magari posso essere sciocco, ma gli attentatori no. E quale attentatore sarebbe così sprovveduto da arrivare alle 9  del mattino, per giungere, fendendo una folla profonda centinaia di metri chiedendo “Permesso!, “Permesso!”, sino al Papa o a qualche Capo di Stato in tribuna d’onore ? Per favore, non diciamo sciocchezze. Lo schieramento di forze, ben visibile, era lì solo per fare apparenza, per “far vedere” quanto siamo bravi e organizzati. Sono certo che vi fossero dei robusti servizi di sicurezza, sia del Vaticano che dello Stato Italiano, ma non erano certamente quelli che fermavano i pellegrini che volevano avvicinarsi per partecipare ad una funzione sacra, perché di questo si trattava, e centinaia di migliaia di persone sono state tenute lontane dalla celebrazione della Messa e dalla partecipazione all’Eucaristia.   
L’organizzazione si è preoccupata della buona riuscita dello spettacolo mediatico, ha curato che i giornalisti fossero comodi e potessero ammirare quanta partecipazione ed ordine vi fossero in Piazza San Pietro e in via della Conciliazione, con un brusio di fondo che stava ad indicare come altri vi fossero, più lontani, ottime comparse per arredare lo spettacolo, tenuti sotto osservazione dai “mandriani” come bestiame necessario, purtroppo, ma seccante. Impressionante sotto questo profilo lo spettacolo offerto dal Lungotevere Vaticano lungo il quale è presente un marciapiede, rialzato di un paio di metri rispetto alla strada, normalmente adibito al transito dei pedoni e che è stato tenuto inaccessibile e sul quale passeggiavano “le sentinelle”, principalmente composta da polizia municipale, che osservavano la folla che si accalcava sotto, poi le transenne, poi spazi incomprensibilmente vuoti, altre transenne ed altra folla. Come dicevo : i mandriani ed il bestiame.
L’organizzazione non si è preoccupata  di facilitare l’accesso dei pellegrini all’evento, ma ha fatto il possibile per impedirlo, salvo quanto necessario per completare la coreografia.
Molto più tardi ho sentito in televisione il sindaco Marino che si compiaceva perché Roma ha dato una lezione al mondo su come si tiene una manifestazione di questa portata e si è anche lamentato dei costi che ha dovuto affrontare. Per stendere chilometri di transenne e per pagare lo straordinario festivo ai “mandriani”, suppongo.
Almeno il buon gusto di tacere sarebbe stato apprezzabile.
Ma è chiedere troppo?


7 Maggio 2014

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu