La crisi della Politica - Parte III - Priorità Vitali

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La crisi della Politica - Parte III

Articoli

La crisi della Politica
Parte III
Come superarla
di
Antonello Tedde


La politica in crisi genera un circolo perverso che porta la società in cui opera verso un degrado sempre maggiore, verso una decadenza sempre più profonda. Il problema pertanto è grave e riguarda tutti, compresi quelli che la politica la ignorano o la disprezzano ed anche quelli che adesso sono ragazzi o bambini e che non hanno nessuna colpa ed ai quali, se non facciamo nulla, scaricheremo l’onere di agire.
Abbiamo visto come paia difficile, quasi impossibile allo stato attuale, superare questo stato di crisi. Abbiamo anche visto come, in occasione delle elezioni del Febbraio scorso, si sia verificato un fatto nuovo e non previsto : la massiccia affermazione del Movimento 5 Stelle alla sua prima comparsa alle elezioni politiche nazionali. Il successo ha superato le più rosee previsioni del più ottimista dei grillini. Quasi 8.700.000 voti per un partito esordiente è un risultato veramente eccezionale, tanto è vero che ha attirato l’attenzione della stampa estera e in molti hanno cercato di studiare il fenomeno. Qualcuno ha ipotizzato la fine dei partiti, un nuovo modo di vedere la politica, un evento che ha stabilito una pietra miliare …. e via discorrendo. Alla luce degli avvenimenti successivi e delle successive competizioni elettorali, si possono trarre delle conclusioni diverse.
Possiamo escludere che sia stato il programma proposto dal M5S ad attrarre milioni di voti, infatti il programma presentato, al pari dei programmi presentati da tutti i partiti, non è che un elenco, un poco caotico, di proposte, alcune condivisibili, alcune cervellotiche, alcune velleitarie altre banali ed altre ridicole. In conclusione : niente di particolare.
La notorietà di Grillo, nato come uomo di spettacolo orientato alla satira e da qui migrato, prima lentamente poi in crescendo, verso la critica e la denuncia politica, sicuramente ha influito sulla disponibilità all’ascolto da parte di una massa considerevole di persone, ma ascoltare una critica ed anche condividerla, se non sono presenti proposte concrete, non porta un consenso di milioni di voti.
L’aver scelto il WEB come veicolo di comunicazione non è stato certo determinante visto che tutti i movimenti e i partiti hanno un loro sito in Internet attraverso il quale colloquiano con i loro sostenitori.
L’unica conclusione logica a cui si arriva è che la campagna elettorale del M5S contenesse un messaggio politico forte, semplice, di immediata comprensione per una ampia schiera di elettori.
In effetti la frase ricorrente nei discorsi di Grillo  è stata : “Rimandiamoli tutti a casa !”. Questa frase riassumeva in maniera mirabile il rifiuto totale di molti elettori alla politica dei due partiti maggiori che dopo aver gestito malissimo l’Italia negli ultimi anni l’avevano consegnata nelle mani del Governo Monti, totalmente asservito alle logiche europee della difesa dell’Euro e dei potentati finanziari, che da una situazione difficile  l’ha portata ad una situazione drammatica, inoltre era una via di uscita dal bipolarismo forzato che stiamo subendo da troppi anni. Di fatto era un messaggio fortemente ideologico, anche se si trattava di una contro-ideologia perché si identificava nel rifiuto dell’ideologia liberista e ultracapitalista rappresentata ( anche se mai dichiarato esplicitamente ) dai due partiti maggiori. E’ curioso osservare come Grillo, mentre denunciava la fine delle ideologie, contemporaneamente indicava, forse senza rendersene conto, un’altra ideologia.
Si potrebbe pensare che Grillo con il “suo” movimento fosse il precursore di una stagione nuova, come in effetti si è creduto in un  primo tempo, ma purtroppo i fatti hanno dimostrato che così non era. Infatti  una volta raggiunto un consenso elettorale che, ben gestito, gli avrebbe davvero permesso di “mandare a casa” la linea politica portata avanti dai due partiti ha continuato a dire : “Rimandiamoli tutti a casa !”, auspicando un prossimo successo elettorale. Il risultato finale ottenuto dalla “politica” di Grillo è stato che invece di rimandarli a casa ha costretto il PD ed il
PDL a rinnovare l’alleanza  che la maggioranza dei cittadini aveva bocciato insieme al governo Monti. Un risultato veramente notevole! Se il Grillo d’altri tempi avesse fatto satira sul Movimento Cinque Stelle ci avrebbe probabilmente fatto morire dal ridere.
A parte queste considerazioni tragicomiche, quanto avvenuto dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che la politica non è un’arte alla quale si possano dedicare con successo persone non preparate.
Un grosso difetto della Democrazia è che permettendo a chiunque di accedere a cariche politiche fa credere che chiunque sia capace di ricoprirle.
Ci eravamo proposti di analizzare il fenomeno del M5S per trarne delle indicazioni importanti al fine di individuare una strada che permetta di superare la crisi della politica.
La prima considerazione, confortante, che possiamo fare è che, nonostante tutto, è ancora possibile democraticamente arrivare alle istituzioni e pertanto, con  libere elezioni, persone dotate di capacità, determinazione e valori etici possono invertire la tendenza al degrado politico e sociale.
La seconda considerazione è che gli elettori hanno decisamente bocciato il sistema bipolare. Infatti se 20 milioni di elettori hanno diviso i loro voti tra i due poli, i restanti 27 milioni hanno espresso il loro dissenso, una parte  non votando ( 12 milioni ) ed i restanti (15 milioni) votando partiti non appartenenti alle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra.
E’ stato veramente stupefacente sentire affermare da più parti, subito dopo le elezioni, come fosse stata confermata la “validità del sistema bipolare, ormai entrato definitivamente nella mentalità degli italiani“ ! Ci si chiede con sgomento in qual modo si voglia modificare la legge elettorale, se queste sono le premesse e si finge di non comprendere i segnali chiarissimi mandati dagli elettori. Anche volendo ignorare i non votanti, i 15 milioni sfavorevoli  al bipolarismo non possono essere ignorati !
Che vi siano dei segnali confortanti non significa che il recupero della politica sia un fatto scontato e più o meno vicino nel tempo, né che automaticamente la crisi economica e sociale svanirà come neve al sole, però si può individuare una direzione verso la quale andare, una strada da percorrere.
Sicuramente chi vorrà impegnarsi con serietà in politica dovrà partire da una prospettiva molto diversa dall’attuale, ossia la prospettiva della politica vera e non quella della farsa che da venti anni politici improvvisati stanno recitando ed alla quale assistiamo.
Un partito nasce quando una concezione della società, dei suoi valori, del modo di vivere e lavorare è condiviso da un numero considerevole di cittadini. Gli uomini che formano questo partito, col supporto e la forza datagli dai cittadini che li sostengono, faranno quanto le loro capacità gli consentono per realizzare questo ideale condiviso.
Quanto detto è talmente ovvio da apparire banale., per cui non ci si sofferma neppure a pensarci su, eppure la realtà è ben lontana da questa “banalità”,.
Nella realtà attuale vediamo dei partiti che vivono su un fantasma distorto di un’ideologia che viene data per scontata e che pochissimi condividono, vediamo che si inventano dei programmi che contengono qualche idea vincente, su cui basare la campagna elettorale, e per il resto sono una serie di banalità studiate a tavolino ( chissà quanti copia-e-incolla !)  tanto per riempire un consistente numero di fogli. Con la motivazione di fornire degli elementi oggettivi di valutazione agli elettori la legge elettorale impone la presentazione di un programma, in realtà quello che si ottiene è lo svuotare i partiti di ogni ideologia abbassando la qualità del dialogo politico ad una contrapposizione di provvedimenti.
Quando un cittadino vota per la formazione del Senato e della Camera dei Deputati in realtà (nonostante ci stiamo dicendo il contrario da venti anni)  non è tanto interessato ai vari provvedimenti legislativi che verranno presi, quanto ai motivi che stanno a monte dei provvedimenti. Non gli interessa se viene tolta l’ICI, e viene introdotta  l’IMU, o viene tolta l’IMU e dovrà pagare la TASER, gli interessa sapere se nella società in cui vive il fatto di possedere una casa in cui abitare è da considerarsi un lusso o un diritto, gli interessa sapere se la Pubblica Amministrazione  gli deve fornire dei servizi ai quali come cittadino ha diritto o se i servizi vanno “acquistati” di volta in volta dalla stessa  P.A. (o da privati), gli interessa sapere se la priorità di chi governa ( dietro sua delega ) è per gli interessi ed il benessere del cittadino o per gli interessi dei “mercati” o “dell’Europa”. Probabilmente sarebbe interessato a sapere se dovrà vivere la sua vita sotto un continuo stress causato dalle sfide di una società competitiva orientata al profitto, dove il più furbo, il più cinico, il più privo di scrupoli prevale a danno di tutti gli altri, ovvero potrà vivere una vita serena a misura di uomo. Queste ed altre questioni non possono essere definite da un “programma” valido al massimo per cinque o sei mesi.
Persone dotate di capacità, di volontà, di ambizione (che non  sia quella di avere una poltroncina in Parlamento, ma quella di voler fare qualcosa di concreto a vantaggio dei cittadini e della società in cui viviamo) e della dovuta umiltà necessaria a chi si mette in gioco per il bene comune, dovrebbero riuscire a cogliere le esigenze profonde degli elettori, che non trovando riscontro in alcuno dei partiti esistenti disertano le urne o votano senza convinzione “per il meno peggio”.
Evidentemente non basterà gridare “Mandiamoli tutti a casa” ( anche i delusi del M5S si orienterebbero al non voto ), ma bisognerà mandare un messaggio altrettanto chiaro e molto più propositivo.
Quello che occorre adesso e con urgenza è onestà, sincerità, capacità. Credo che siano caratteristiche che si possono ritrovare tra gli Italiani. Quello che occorre è la voglia e lo spirito di sacrificio per impegnarsi. E noi, gli elettori, dobbiamo avere il coraggio di scegliere e non di “non scegliere”, come da troppo tempo stiamo facendo.

  
12 Settembre 2013

 
 
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