I PRINCIPI NON NEGOZIABILI - Priorità Vitali

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I PRINCIPI NON NEGOZIABILI

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I PRINCIPI NON NEGOZIABILI
di
Gesualdo Mazza

La dottrina sociale della chiesa si è sempre adoperata per la promozione e lo sviluppo integrale dell’uomo in ogni sua dimensione. Dopo il Concilio Vaticano II, il papa Paolo VI col termine sviluppo intendeva: “L’obiettivo per fare uscire i popoli anzitutto dalla fame, dalla miseria, dalle malattie endemiche e dall’analfabetismo” (Caritas in Veritate n. 21).
Dagli anni ‘70 a oggi la società civile è cambiata molto, il progresso ha condotto a condizioni di vita più umane, ma in contemporanea, sono cresciute alcune tendenze culturali relativiste che tendono alla dissoluzione dei principi della legge morale naturale.  
A fronte, Benedetto XVI con l’enciclica Caritas in Veritate dà al termine sviluppo una dimensione più ampia.  Esso si pone come obiettivo la totalità della persona nel suo armonioso sviluppo, in una parola: “L’apertura della vita è al centro del vero sviluppo” (CiV n. 28).  L’enciclica spiega chiaramente: "Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell'uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana”.(CiV n.  51).
Se è negata l’accoglienza alla vita del concepito - il più indifeso degli indifesi-, come potrà essere esercitata verso altri deboli? Le relazioni sociali s’impoveriscono. Solo un umanesimo aperto all’Assoluto può garantire uno sviluppo non traumatico, fondato su principi etici, i quali sono espressi nella nota dottrinale del 2002 della Congregazione per la Dottrina della fede, che usa l’espressione “principi non negoziabili”, che per la loro natura e per il ruolo di fondamento della vita sociale, non sono soggetti a compromessi di alcun tipo.
Essi sono: “La difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia composta da un uomo e una donna, la libertà di educazione.”
( Mons. Crepaldi nel suo libro ”Il cattolico in politica” afferma:
Il primo motivo per cui "i principi non sono negoziabili" sta nei principi stessi:
- la vita è vita sì o no?
- L’embrione è vita umana sì o no?
Non si può rispondere con un “ sì, ma... “, oppure a seconda delle circostanze, o in dipendenza dei punti di vista.
- La famiglia è fatta da un uomo e una donna, sì o no?  
- Il compito educativo spetta ai genitori sì o no?
Come si vede in questi casi, i compromessi non sono possibili, per la natura stessa dei principi e delle questioni in causa e non per una presunta volontà dittatoriale dei cattolici che vogliano che tutti la pensino come loro”. )
I principi non negoziabili sono la struttura su cui poggia la vita sociale; senza di essi si sfalda la convivenza umana; nell'osservarli fanno rifiorire altri principi.
Dire sì alla vita, alla famiglia, all’educazione richiede un insieme di politiche coordinate fra di loro, per cui occorre un cambiamento radicale della politica. Ogni altro valore necessario al bene della persona e della società germoglia e prende linfa dai principi non negoziabili: ecco perché il corpus del bene comune è legato a tali principi.
Esiste un ordine, una gerarchia costituita. Il bene comune va oltre al semplice benessere socio-economico, ma tende a rendere le persone una vera comunità umana.
Oggi, al di là dell’appartenenza politica, a livello culturale esistono due schieramenti;
Una è la cultura dominante relativista secondo la quale non c’è il bene e il male in sé, il giusto e l’ingiusto in sé, tutto è relativo, perché la verità non esiste. Tale cultura tenta di distruggere i valori tradizionali. Un tempo l’aborto era considerato un omicidio, mentre oggi è stato preso a esempio di una conquista sociale del diritto delle donne. Fino a qualche decennio fa esisteva una naturale distinzione tra maschi e femmine, mentre oggi è la persona a decidere il proprio orientamento sessuale, e così via. Tale cultura, di fatto, nega la creazione e la  redenzione.
L’altra cultura  promuove i principi non negoziabili ed opera per l’evoluzione  della dignità e sacralità della persona umana. Accoglie l’ Amore del Dio vivente che ricolma di pienezza  il cuore, rendendo ogni persona  il suo  riflesso.  E’ questo l’avvenimento che, vivendolo, dà senso, forza e speranza e fa germogliare una umanità nuova.


Milano 02- 06 - 2013

 
 
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