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I giochi dei ricchi

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I giochi dei ricchi

di Gaia Tedde

Stamattina mi preparavo per andare a Prato, dove lavoro al minimo sindacale e in maniera a dir poco schifosa, dipendente di una parafarmacia dai titolari cinesi.
Ragionavo su come poter uscire da questa situazione, che comunque terminerà entro il mese prossimo, allo scadere del mio contratto, rigorosamente a tempo determinato.
E di questi tempi, si sa, tra la Fornero che piange e i sindacalisti sul piede di guerra, trovar lavoro non è una cosa proprio banale...
Oltre ad aver fatto la scelta, ormai obbligata, di mettere, almeno per un po', la mia laurea in un bel cassetto dorato per tornare a lavorare nei bar, ho dovuto fare l'amara scoperta che non solo non trovo come far fruttare tutti gli anni di sacrifici, miei e della mia famiglia, ma neanche trovo un lavoro sotto qualificato e sottopagato.

Che bell'affare!
Ma è colpa della crisi...che ci vuoi fa’?
Eh... appunto... parliamone. Che ci vogliamo fare?
Se non altro servirebbe aprire gli occhi, almeno per vedere incontro a quale morte stiamo andando, cercare di capire se c'è una via di fuga e, se esiste, da dove passa...
E così, tra un colpo di spazzola e lo zucchero nel caffè, accendo lo stereo e comincia il radiogiornale.
La voce seria e impostata del giornalista aggiorna proprio sui dati di questa crisi e, tra l'oroscopo e il meteo, en-passant, riferisce che nella notte, a causa del rialzo di non so quale titolo, alla svendita di non ricordo chi, il Dow Jones e la Bank of America, insomma, per farla breve, serafico e distratto, il tizio annuncia che, durante la notte scorsa, diversi milioni di dollari sono andati in fumo nella borsa americana.
Alla notizia seguiva la raccomandazione, piuttosto surreale, di non agitarsi più di tanto, in fondo non è successo niente terribile, basti ripensare alle due settimane a cavallo tra agosto e settembre scorsi (2011) durante le quali furono almeno mille i miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa a sparire nel nulla.
Ah, beh, allora...!
E così il mio cervello continua a pensare e ripensare, ai miei 800€ al mese che a malapena coprono l'affitto e le spese, alla benzina a 1.90€ a litro, alle bollette che stanno per scadere, e sono sola eh!
Quindi la mia mente si apre ai chi, con 800€ al mese ci campa una famiglia, e mi sembra incredibile!
E rivedo gli striscioni degli operai nei cortei, i loro occhi pieni di lacrime e disperazione. Scorrono nella mia memoria tutti i volti delle persone che ho incontrato sull'autostrada mentre bloccavano le auto, alla disperata ricerca di qualcuno che li ascoltasse, e il lampo di follia dell'operaio sardo che, per un pelo, non si è dato fuoco di fronte alla fabbrica dove lavora continuamente minacciato di licenziamento.
E' la crisi...
E da dove arriva questa maledetta crisi?
Com'è possibile parlare di crisi globale se da qualche parte nel mondo, alcuni omuncoli incravattati divorano milioni di dollari in una notte?
Aspettate... aspettate... tutto questo mi ricorda qualcosa...
Ma si! Dai, basta un piccolo sforzo e ve lo ricorderete anche voi, è già successo!
Quand'è che pochi ricconi, assolutamente indegni e incapaci di lavoro e sacrificio, si divertivano a veder morire delle persone, esseri umani che combattevano con la morte per il gusto e sollazzo di pochi potenti, mentre venivano sbranati da bestie allevate per quel solo scopo.
Basta tornare indietro di 2000 anni e il gioco è fatto!

Almeno allora però c'era una qualche consapevolezza della propria indecente perfidia, i signori seduti comodamente negli anfiteatri sapevano perfettamente, o almeno percepivano, quanto abominevole fosse quel loro gioco.
Qui invece siamo di fronte alla grande menzogna, all’ipocrisia più sfrenata.
Quasi me li immagino questi grandi miliardari che, durante una delle loro innumerevoli gite di lusso, passando davanti al Colosseo rabbrividiscono quando, nelle giornate ventose, l'aria che sibila tra le mura e le porte, sembra riportare in vita le urla atroci dei gladiatori, infiammando le loro coscienze luride.

Oggi, però, pur sentondo quel grido lontano due millenni, non vedono il loro pollice verso puntato contro l'umanità affamata, umiliata dalla loro irresponsabilità e dal loro lusso sfrenato.
Forse questi illustrissimi, invece che piangere sul latte versato (!) dovrebbero tornare a studiare, non gli indici di borsa o le statistiche, bensì la storia, quella che hanno dimenticato e che stanno criminosamente riportando in vita, e scoprire com'è andato a finire l'Impero Romano.
Già che siamo in piena decadenza, potrebbero immaginare che fine faranno, da bravi imperatori fantoccio quali sono...

 
 
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