Finanziamento pubblico dei partiti - Priorità Vitali

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Finanziamento pubblico dei partiti

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Finanziamento pubblico dei partiti
(o del partito unico ?)

di
Antonello Tedde


Pressato dalla piazza, anche se lo nega, il Governo ha frettolosamente eliminato il finanziamento pubblico dei partiti. Non sono mancate le critiche e le polemiche, però anche i partiti di opposizione si sono preoccupati di sfruttare l’emotività dei cittadini arrabbiati ma non hanno rilevato che destinando ai partiti il 2 per mille, su indicazione del contribuente, sono comunque utilizzati denari pubblici. Cambia la forma e non la sostanza. Un fatto ancora più grave, oserei dire gravissimo non è stato denunciato da nessuno :  se il contribuente può destinare, in sede di denuncia dei redditi, il 2 per mille del suo reddito ad un partito di sua scelta, mi pare che in questo modo sottoscrive con nome, cognome, indirizzo, data di nascita, codice fiscale quale è il partito di sua preferenza. Non sarebbe molto diverso se si firmasse la scheda elettorale. Mi chiedo dove va a finire la segretezza del voto. Forse la sicurezza data dal potere fa dimenticare che la democrazia, per quanto maltrattata e umiliata,  è ancora un valore per i cittadini italiani che non possono e non vogliono accettare che venga trasformata in uno spettacolo di intrattenimento vuoto di ogni significato.
Mi sembra che gli italiani lo stiano dicendo, con fermezza e dignità, proprio in questi giorni.
Davvero i politici non se ne sono accorti ?
La partitocrazia ha trasformato lo Stato italiano da un sistema politico democratico ad un sistema costituito da un solo partito con numerose correnti che solo formalmente si distinguono con nomi diversi, ma che nella sostanza non hanno una sola idea fondamentale che le distingua.
Il non rimpianto Presidente del Consiglio Prof. Monti ebbe l’incosciente arroganza di dichiarare pubblicamente, meno di  un anno fa, che chiunque avesse vinto le elezioni avrebbe comunque dovuto proseguire la politica da lui tracciata. Non ci facemmo molto caso, ma stava dicendo proprio che a parte poche differenze marginali e formali, vi è in Italia solamente un  partito, il quale cura gli interessi di pochi  e non si cura minimamente di quelli che sono gli interessi dei cittadini.
E se qualcuno osa opporsi, si tira di nuovo fuori dall’armadio lo “Spread” per mettere paura, non vi è infatti neppure più vergogna ad ammettere che chi comanda e decide è il Mercato ( e chi lo manovra ).
La nuova Legge Elettorale dovrà “finalmente” assicurare governabilità e stabilità, ci ricordano i massimi livelli istituzionali e di governo, dimenticando che sono vent’anni che il partito unico, quello che si genuflette al mercato e consulta i listini di Borsa per prendere le sue decisioni,  governa come vuole e non c’è modo di sostituirlo.
Sino a pochi anni fa eravamo una nazione attiva e produttiva, che godeva di un accettabile grado di benessere materiale e guardava con ottimismo al futuro. Con un’accelerazione sconcertante ci siamo ritrovati ad essere un paese di disoccupati, poveri, senza prospettive e in fase di smantellamento delle strutture produttive. La maggioranza degli italiani vede il lavoro ed i sacrifici di una vita bruciati e vanificati. Non è necessario essere dei grandi politologi per capire che la responsabilità è completamente da attribuire al partito unico che ha governato negli ultimi decenni.
Vogliono maggiore governabilità e stabilità, per continuare su questa strada luminosa.
Se avessero un minimo senso della responsabilità dovrebbero vergognarsi, chiedere scusa e ritirarsi dalla vita pubblica.


21 Dicembre 2013

 
 
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