Dopo il Porcellum l'Italicum - Priorità Vitali

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Dopo il Porcellum l'Italicum

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Dopo il Porcellum, l’Italicum
di
Antonello Tedde


Si potrebbe parlare a  lungo della giocosa idiozia, tutta giornalistica, che porta ad attribuire alle varie leggi elettorali nomignoli in “latino maccheronico”, ereditato da una goliardia morta e sepolta da oltre quaranta anni ed oggi più adatto alle magiche formule del maghetto Harry Potter. È forte il sospetto che i termini da libro per ragazzi servano a rendere leggero e superficiale un argomento che è invece serissimo.
Ma stiamo al gioco.
Immaginiamo un Renzi con una bacchetta magica (con un bel led blu in punta) che grida “ITALICUM” e trasforma l’Italia da una democrazia parlamentare  in una partitocrazia monolitica.




 

L’Italicum, cioè la nuova legge elettorale pensata da Renzi e Berlusconi, ha tutti i difetti che aveva il Porcellum, ossia la vecchia legge dichiarata incostituzionale ed abrogata, ma portati all’eccesso.
L’Italicum assicura la governabilità, utilizzando il premio di maggioranza e l’eventuale ballottaggio se nessuno raggiunge una soglia minima, ma condiziona e limita fortemente anche l’opposizione. Vuole eliminare anche gli alleati della coalizione perché è stata imposta una soglia minima ancor più penalizzante di quella che il Porcellum prevedeva per i partiti fuori dalle coalizioni. Non ancora soddisfatti si sono blindati ulteriormente impedendo agli elettori di esprimere una preferenza, per cui gli eletti saranno solo i fedelissimi dei partiti scelti per la loro capacità di obbedire e di non pensare. Le stesse regole valgono anche per l’opposizione, inoltre la soglia minima prevista dal Porcellum à stata addirutura raddoppiata.
Per avere una idea pratica di quello che comporta l’”Italicum” basta vedere cosa sarebbe successo alle ultime elezioni del 2013 con questa legge :  Monti, Lega, SEL e Fratelli d’Italia sarebbero stati completamente cancellati e sarebbero rimasti solo PD e PDL con il M5S. Insomma “tutti a casa” quelli che ben poco hanno fatto nel bene e nel male mentre i veri responsabili di venti anni di malgoverno sarebbero rimasti, con il solo M5S, terzo incomodo, all’opposizione.
Quando ci si trova in una situazione di grave crisi, per uscirne occorrono capacità e forza.
Dal 2010 ad oggi i governi che si sono succeduti, cioè Berlusconi, Monti e Letta hanno ampiamente dimostrato di non avere capacità. Berlusconi aveva anche perso la forza mentre Monti e Letta avevano una forza enorme, essendo sostenuti sia da PD che da
PDL, ed infatti hanno fatto quello che hanno voluto massacrando l’Italia con riforme completamente sbagliate, dimostrando così che la loro capacità e competenza erano completamente inadeguate.
In queste condizioni, senza bisogno di essere dei grandi politici e statisti, chiunque comprende che il difetto è nel manico per cui bisogna cambiare la classe dirigente priva di idee e preoccupata di difendere interessi e privilegi acquisiti.
Quale è stata la prima preoccupazione del “rottamatore” Renzi ? Assicurarsi che restino ancor più saldamente in piedi i due carrozzoni che stanno distruggendo tutto ciò che di buono avevano costruito gli italiani con lavoro, fatica, sacrifici  e buona volontà.
Non è un buon modo di cominciare.

Approfondimento

Non è la prima volta che in Italia viene promulgata una legge elettorale che prevede un premio di maggioranza al superamento di una soglia fissata.
La storia non dovrebbe essere dimenticata e gli errori del passato dovrebbero servire a evitare gli errori futuri.
Un po’ di storia.
Il 18 Novembre del 1923 fu approvata dal parlamento italiano una legge elettorale maggioritaria, chiamata Legge Acerbo dal nome del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giacomo Acerbo che la presentò mentre il capo del Governo era Benito Mussolini. Prevedeva un premio di maggioranza per il partito che avesse superato la soglia del 25%. Fu utilizzata nelle elezioni dell’Aprile del 1924 nelle quali il Partito Fascista ottenne la maggioranza ed il premio di governabilità. La Legge Acerbo assicurò stabilità e governabilità talmente bene che le elezioni successive si tennero nell’aprile del 1948, dopo 24 anni di dittatura, una guerra persa ( con oltre 400.000 vittime italiane ) ed una guerra civile che durò quasi due anni.  
Nel Marzo del 1953 fu promulgata, con forte critica delle opposizioni, una legge elettorale presentata dal ministro Scelba. Prevedeva un premio di governabilità per la lista o la coalizione che avesse superato il 50% dei voti validi. Erano passati pochi anni dalla approvazione della Costituzione, gli italiani ricordavano benissimo la passata dittatura e massima era l’attenzione per evitare rischi analoghi. Nelle elezioni del giugno dello stesso anno la DC che aveva approvato la Legge perse due milioni di voti, nessuno raggiunse la soglia prevista. Nel Luglio del 1954 la legge fu abrogata dalla stessa DC.
Questa legge fu chiamata Legge Truffa, definizione che non aveva bisogno di ulteriori spiegazioni. Nel 1953 i mezzi di informazione erano molto meno condizionati dal potere politico ed economico di quanto lo siano oggi.
Pochi conoscono questi avvenimenti ed ancora meno sono coloro che si preoccupano di ricordarli, mentre l’opinione comune corrente è che finalmente Renzi, con la collaborazione di Berlusconi, “ha imboccato la strada delle Riforme che porranno fine al teatrino della politica, ai giochi di palazzo ed ai ricatti dei piccoli partiti” . Nessuno sembra chiedersi quale prezzo, salatissimo, dovremo pagare tutti per queste Riforme.    

La nuova Legge

L’Italicum, ancor più del Porcellum , non solo si preoccupa della governabilità attribuendo un premio di maggioranza alla coalizione con  maggioranza relativa, ma attribuisce anche un “premio di minoranza” così da definire e disegnare anche l’opposizione.
A che servono infatti le soglie minime, se non a limitare e controllare l’opposizione ? una volta assicurata la governabilità si sarebbe potuta tranquillamente lasciare una  distribuzione proporzionale nell’opposizione. Ci si è preoccupati anche della eventuale opposizione interna alle coalizioni imponendo una soglia del 4.5 % da superare per poter avere seggi da parte di partiti appartenenti alla stessa coalizione ( nel Porcellum la soglia era del 2% ).
In pratica i partiti alleati sono “usa e getta”, se ne mettono in coalizione quanti più possibile  per raggiungere la maggioranza relativa quindi, dopo averla raggiunta, vengono tranquillamente scaricati e il partito maggioritario resto solo.
Fuori dalle coalizioni la soglia è dell’ 8%. Su 34 milioni di voti utili  (ultime politiche)  l’8% sono 2.700.00 voti che non è una minoranza trascurabile se ricordiamo che il PD, maggioranza assoluta di seggi, ha avuto 8.600.000 voti ed il PDL 7.300.000 voti. È appena il caso di ricordare che Renzi è arrivato a diventare Presidente del Consiglio facendo leva su circa due milioni di voti raccolti nelle cosiddette “primarie”, che non hanno nessuna valenza legale ma sono un sistema interno scelto dal partito per dare una illusione di democrazia. Un minimo di coerenza dovrebbe suggerire che se 2 milioni di voti sono determinanti e sufficienti per essere Capo del Governo, 2.700.000 non possono essere insufficienti per eleggere un parlamentare.  
Non è stata trascurata neppure l’opposizione interna ai partiti e per controllarla si è confermata l’impossibilità per l’elettore di esprimere una preferenza e di scegliere i suoi parlamentari che resteranno così scelti e nominati dai partiti. In tempi brevi un sistema elettorale di questo tipo porterà a distillare una classe politica la cui principale caratteristica sarà non avere idee e obbedire ciecamente al partito. La libertà e la democrazia resteranno come ricordo nostalgico dei altri tempi.
Per avere una idea chiara, con i risultati delle politiche del 2013, avremmo avuto in parlamento soltanto PD, PDL e M5S. Monti, Lega, SEL, Fratelli d’Italia sarebbero stati cancellati completamente dall’arco costituzionale, Centro Destra e Centro Sinistra  sarebbero andate al ballottaggio per decidere la coalizione vincente ridotta di fatto ad un duello tra PDL e PD, mentre il M5S,  partito maggiormente votato dagli elettori, sarebbe stato escluso. Se il ballottaggio fosse stato vinto dal PD, avrebbe ottenuto 327 seggi a fronte di un consenso elettorale del 25,4 % , mentre se avesse vinto il PDL avrebbe ottenuto ovviamente lo stesso numero di seggi pur con un consenso di appena il 21.6 %.
Avremmo avuto il V° governo Berlusconi o il 7° Governo del PD ( con i vari nomi che ha assunto dal 1994 ad oggi) e l’uno o l’altro avrebbero avuto la sfrontatezza di dire di essere stati scelti dalla maggioranza degli italiani.
Tutto questo garantisce la governabilità, ma stravolge la volontà degli elettori.
Mi chiedo perché queste considerazioni non siano state fatte da nessuno dei sistemi di informazione e perché non siano state presentate con il dovuto rilievo da nessuno dei partiti, mentre si è limitata l’informazione ad una scarna scheda di sintesi con numeri e percentuali.

Alcune considerazioni

La beffa più grande è che per giustificare la necessità ed urgenza della Legge elettorale si sono evocati dei fantasmi. Il 90%  delle persone sbarrano gli occhi, terrorizzate al pensiero di una legge proporzionale che rinnovi la minaccia del “ricatto dei piccoli partiti” . Tutto questo è solamente frutto di propaganda e disinformazione. Se si prova a chiedere l’esempio di un “ricatto dei piccoli partiti” ci si sente parlare in maniera nebulosa della prima repubblica in cui qualche partito con pochi deputati condizionava le politiche nazionali. Chi ha vissuto nella prima repubblica e fa memoria ricorda certamente che questa del ricatto al più era una scusa, ben poco credile, per giustificare errori altrimenti difficilmente difendibili. In realtà il “ricatto” vero di cui si parla riguarda principalmente il girotondo delle nomine e delle poltrone legate a stipendi favolosi dei manager e presidenti dei vari Enti. La partecipazione al governo o alla opposizione con una diversificazione di punti di vista e di contributi costruttivi non é un ricatto, si chiama più correttamente libertà e confronto di opinioni, si chiama discussione e ricerca di soluzioni condivise, si chiama democrazia.      


17 Marzo 2014

 
 
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