CELLULE STAMINALI, SONO DAVVERO UNA RISORSA? - Priorità Vitali

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CELLULE STAMINALI, SONO DAVVERO UNA RISORSA?

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CELLULE STAMINALI, SONO DAVVERO UNA RISORSA?
di
Gaia Tedde

Cari lettori di Priorità Vitali, da qualche giorno mi ribolle l'urgenza di  tentare di mettere un  pochino in luce, per quanti non lo avessero chiaro, il mondo che si nasconde dietro all'abuso dei volti sofferenti di bambini che chiedono di accedere al metodo "Stamina" e alle conseguenze dell'entrata in vigore della legge che autorizza l'uso delle cellule staminali come trattamento terapeutico.
Vi segnalo il link con il testo integrale della proposta di legge sottoposto al Governo ed approvata pochi giorni fa:
http://leg16.camera.it/561?appro=286#paragrafo1591
e vi invito a leggerlo con me, come sotto una lente di ingrandimento.
I miei sono strumenti poveri, quelli di una semplice farmacista, ma credo risultino efficaci quanto basta a chiarire una volta per tutte cos’è che non quadra a me, come a tanti altri, uno fra tutti il CNB (Comitato Nazionale di Bioetica) e che avvolge tutta la faccenda di un alone torbido non facilmente attraversabile, specialmente per chi non ha confidenza con il linguaggio scientifico, incomprensibile ai non addetti ai lavori.
Innanzi tutto: cosa sono le cellule staminali?
Le staminali sono cellule primitive, non ancora specializzate, capaci di trasformarsi in tutti i diversi altri tipi di cellule del corpo attraverso un processo chiamato “differenziazione cellulare”.
Detto ciò bisogna specificare che esistono diversi tipi di cellule staminali, che possono essere divise in tre grandi famiglie, a seconda della fonte da cui vengono estratte:
-emopoietiche;
-adulte/somatiche;
-embrionali.
Le prime sono caratterizzate dal fatto che appartengono e possono essere prelevate dal midollo osseo di individui adulti ( ma anche dal sangue del cordone ombelicale e dalla placenta donati in sala parto).
Le adulte/somatiche si trovano solo in alcuni particolari tessuti, costituiti da cellule in grado di riprodursi continuamente, ma queste sono già specializzate, pertanto si definiscono “unipotenti”, capaci di riprodursi e dare origine a un solo tipo di cellule, per esempio, proprio le emopoietiche (prelevate dal midollo osseo), daranno vita solo a cellule del sangue mentre quelle adulte/somatiche sono dette “pluripotenti” e possono generare fino ad altri nove tipi diversi di cellule, aprendo la strada alla speranza di cure per diverse patologie.
(Cit.  http://leg16.camera.it/561?appro=286#paragrafo1591 )
“Sono in corso applicazioni sperimentali con cellule staminali della pelle, del cervello e del midollo per la cura del morbo di Alzheimer e Parkinson, Corea di Huntington, epilessia, SLA, e danni da traumi), e altri gruppi di ricercatori sono impegnati a indagare le proprietà staminali per le ossa, le strutture dell’occhio e dell’orecchio e sui vasi danneggiati dall’ipertensione.”
Meraviglioso!
E’ stupefacente come l’organismo custodisca in sé stesso delle risorse impensabili alla scienza di qualche decennio fa, l'uomo è davvero una "macchina" perfetta!
Andando avanti però mi è saltato agli occhi un cambio di registro, quasi impercettibile ad una lettura frettolosa, che rende il lettore, se sprovvisto di una discreta base scientifica, incapace a comprendere a pieno tutto il discorso riguardante le cellule staminali embrionali.
Il primo punto, abbastanza intuibile per tutti, è che le cellule embrionali sono cellule in grado di diventare qualunque altro tipo di cellula, in base all’imput che ricevono; Questo è intuibile se si pensa che, a partire da ovulo e spermatozoo, si forma un essere umano completo, quindi è ovvio che quell’unico nucleo essenziale possiede in sé stesso tutte le potenzialità per generare una cellula che diventerà “cuore”, un’altra “cervello”, “polmone”, e perfino “unghia”. Parlando in termini scientifici, possiedono una caratteristica assolutamente unica, cioè la non-differenziazione.
Ha del miracoloso! Non c’è dubbio che qualcosa di sacro e ancora inspiegabile a qualunque scienza umana succeda quando queste due cellule, e solo queste, si incontrano e si fondono, per diventare niente meno che un altro essere umano!
Ma è anche molto interessante se si ha l’ambizione di farsi Dio e piegare la natura, come fosse questa un giocattolo in nostro possesso.
Mi spiego meglio.
Cito ancora testualmente dal documento della Camera di cui sopra:
“Le cellule staminali embrionali provenienti da un organismo in formazione come l’embrione – precisamente il pre-embrione, o blastocisti – in grado di trasformarsi in qualsiasi tipo di cellule o tessuti e di proliferare a grandissima velocità”.
E’ evidente quanto il miracolo della vita, un attimo prima due cellule, un attimo dopo un’unica cellula, diversa dalle prime due, con codice genetico che già ne stabilisce il colore degli occhi!, sia interessante se si desidera ricavare pezzi di ricambio umani…
Quello che più mi sconcerta della frase è la definizione di pre-embrione, sopratutto se penso che, seguendo la logica del linguaggio usato nel testo ( un decreto di legge) , tutti noi possiamo definirci post-embrioni.
Sarebbe molto interessante commentare parola per parola il documento, ma sarebbe troppo lungo e disgustoso, per cui procedo a darvi delle lucine quà e là, brevi e impietose, ma sopratutto veritiere.
(Cit. ancora http://leg16.camera.it/561?appro=286#paragrafo1591)
“Le cellule staminali embrionali, presenti transitoriamente nella blastocisti (v. supra), possono essere ricavate esclusivamente prelevandole da blastocisti coltivate in vitro e risultanti in eccesso da una precedente fertilizzazione avente scopi riproduttivi, oppure da blastocisti coltivate appositamente mediante fecondazione in vitro per motivo di ricerca. Le linee cellulari embrionali oggi disponibili derivano da blastocisti soprannumerarie.”
Cos’è una blastocisti?
Quando l’ovocita matura e viene fecondato dallo spermatozoo, nelle prime 24 ore si chiama zigote. Successivamente, all’aumentare esponenziale del numero di cellule, passa allo stadio di EMBRIONE.
Per le prime 72 ore fino al 4 giorno prende il nome di morula che è composta da circa 32 cellule autonome, in grado di autosostenersi.
Al 5° giorno dalla fecondazione abbiamo la fase di sviluppo embrionale denominata blastocisti: la morula, in questa fase, presenta una cavità al suo interno, non è più autosufficiente dal punto di vista energetico e si avvia per la fase dell’impianto in utero (ora la vita si fa dura, il bambino inizia ad avere bisogno della sua mamma!).
Le cellule a questo punto non solo si dividono ma iniziano a differenziarsi in  due tipi: quelle che formano il bambino e quelle che formano la placenta e il sacco amniotico.
A questo punto la blastocisti ( se vogliamo davvero chiamarlo così) è già ben sviluppata e forte.
Solo gli embrioni più tenaci riescono a raggiungere questo stadio in laboratorio, la Vita ha bisogno del calore e dell’Amore, è ovvio che si deve essere davvero un esserino caparbio per superare da solo, in una scatoletta di vetro, quello che normalmente accade nel ventre caldo e morbido di una madre.
Questi embrioni, così forti da sopravvivere, sono quelli che vengono impiantati in utero quando si ricorre all’inseminazione artificiale.
Di questi embrioni (sempre loro, i più forti) quelli che non vengono impiantati nell’utero materno, per qualsivoglia motivo, anche solo perché sono “di troppo”, sono destinati a diventare cellule staminali embrionali.
Com’è possibile che questo avvenga nel nostro Paese?
Se siete arrivati fin qui vuol dire che avete davvero un desiderio di Verità nel cuore, quindi mi permetto di andare davvero un pochino più a fondo.
Nell'introdurvi alla lettura di  quest'ultimo passaggio mi sento però obbligata a condividere con voi lo sdegno, il dolore e la crudeltà della scoperta della verità che insieme stiamo cercando.
Tornando a noi, dopo aver capito per bene cosa sono le cellule staminali embrionali, bisogna comprendere cosa si intende con il termine soprannumerarie, ben specificato nel documento della Camera.
Purtroppo si intendono i frutti di tutte quelle inseminazioni in vitro che sono state effettuate nel nostro Paese prima del 2004 e che sono "avanzati", o, se preferite, risultano in eccesso, soprannumerarie appunto.
Ma soprannumerarie rispetto a cosa? Cos'è successo nel 2004?
Andiamo con ordine...

Nel 1997, ad Oviedo, la Comunità Europea ha redatto il primo strumento giuridico internazionale che  protegge la dignità, i diritti e le libertà dell’essere umano contro ogni abuso di progressi della biologia e della medicina.
La Convenzione di Oviedo è stato sottoscritto da quasi tutti i Paesi  membri dell'Unione ( ad eccezione di: Austria, Germania, Belgio, Malta, Regno Unito, Russia e rispettivi microstati) e, in Italia è entrato in vigore  il 19 Febbraio del 2004, Legge n° 40 "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita" di cui vi riporto parte dell'articolo finale:
( Qui il testo integrale della Legge: http://www.camera.it/parlam/leggi/04040l.htm )
ART. 14.
(Limiti all'applicazione delle tecniche sugli embrioni).
1. È vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.
2. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell'evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall'articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre.
3. Qualora il trasferimento nell'utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile.
Prima della sua entrata in vigore in Italia non c'erano regolamentazioni di sorta sulla procreazione assistita, quindi possiamo ben pensare che prima del 19 Febbraio del 2004, nel nostro Paese, nei nostri ospedali, sono stati concepiti in vitro migliaia, forse milioni di embrioni, e di questi solo una minima parte sono stati poi impiantati nei grembi materni, gli altri giacciono criocongelati, la legge non lo impediva...
Vite umane sospese da almeno dieci anni, tra la vita che deve ancora essere e la morte che non giunge, prigionieri e impossbilitati a vivere come a morire, e sono ancora conservati nei nostri ospedali, nelle così dette "banche", degli enormi obitori per embrioni.
Non a caso le chiamano banche...
Che raccapricciante immagine suscita questo nome riferito ad un luogo dove sono custodite vite umane sospese, letteralmente congelate, in attesa di vivere o morire.
Sono proprio loro "le linee cellulari embrionali oggi disponibili derivate da blastocisti soprannumerarie" di cui parla il documento della Camera che stiamo analizzando.
Sono i bambini, scusate, i pre-bambini, "avanzati" dalle inseminazioni artificiali, quando in Italia non c'era logica, criterio o Dio che potesse fermare la mania di onnipotenza della scienza.
Ovviamente, l'avrete capito, l'unico modo di prelevare le cellule staminali "totipotenti" dall'embrione prevede la sua completa distruzione, io preferisco sottolineare il concetto usando il termine "sacrificio umano", o " omicidio".
Ma questo è solo il mio pensiero: purtroppo sono convinta che ovocita e spermatozoo, una volta uniti, non solo danno il via ad una serie incredibile di passaggi biochimici, ma alla formazione di un nuovo essere umano.
E al di là di quanto ci possiamo convincere del contrario, sventolando la bandiera del pensiero progressista e lobero ( o libertino), è proprio questa la Verità, e c'è davvero poco da fare o da dire per cercare di rendere meno terribile ciò che è osceno a qualunque mente ancora umana...
Eppure pare che non sia questo il pensiero che si "deve" avere.
Interessante l'articolo del Corriere di qualche mese fa:
Barack Obama ha annunciato, durante una cerimonia alla Casa Bianca, l'attesa svolta sulle cellule staminali embrionali: cancellati i divieti e i limiti imposti dall'amministrazione di George W. Bush. «Le scelte sulla ricerca scientifica devono essere basate sui fatti, non sull'ideologia». E ancora: «Da credente penso che sia necessario alleviare le sofferenze». «L'America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire», ha dichiarato Obama.
http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_09/obama_staminali_ricerca_52a4b02c-0cc2-11de-aa9b-00144f02aabc.shtml
Obama ha attualmente sbloccato i fondi federali per le organizzazioni non governative che si occupano di aborto e staminali e gli scienziati italiani, dopo l’intervento di Obama, hanno intensificato le richieste al governo per i fondi alla ricerca sulle cellule staminali;
va da sé che con la nuova legge approvata la strada è ormai aperta e tutta in discesa.
Poco importa se poi le famiglie, quelle che non uccidono i propri figli, subiscono la peggior crisi economica vista dal dopoguerra!
Ma restando in tema, in Italia, come chiarito dalla legge 40, non è permesso ( non era, adesso si ) distruggere embrioni a fini di ricerca ma la legge non norma le importazioni dall’Estero.
Infatti, vi sono una decina di gruppi di ricerca italiani impegnati nello studio di queste cellule che da anni ricevono le embrionali tramite collaborazioni estere, come quello dell’università di Milano.
In Gran Bretagna, invece è perfettamente legale ma gli embrioni che vengono utilizzati non possono superare i quattordici giorni di età, cioè quando sono ancora un insieme di cellule non più grandi di 0,2cm.

Resta il fatto che se queste ricerche andranno per il meglio si potranno curare moltissime malattie, e se invece non dovesse andare così?
Purtroppo le ricerche fin qui svolte stanno dimostrando proprio questo.
Essendo le cellule embrionali costituite per un iter specifico, che partendo da un unica  cellula giunge fino a miliardi e miliardi di cellule diverse e perfettamente coordinate (da zigote a bambino) si è scoperto che, come prevedibile, è difficile e presuntuoso pretendere di controllare lo sviluppo della vita, e, anzi, si sta evidenziando sempre più l'eventualità di incrementare il rischio di formazioni tumorali dopo l'impianto (il tumore è, sostanzialmente, lo sviluppo incontrollato di una cellula iperattiva che dà luogo alle formazioni neoplastiche e, quindi, tumori, cancri, metastasi e via di seguito).
Tutto questo sacrificio umano, dunque, a che scopo?
Dal mio punto di vista non ne varrebbe comunque la pena, non credo che sterminare centinaia di bambini per salvarne uno sia la soluzione.
Ma ormai siamo all'assurdo, non è neanche sicuro che funzionino, e, peggio, non si può escludere che non aggiungano un tumore alla malattia che si cerca di curare!
Quante vite umane dovranno perire prima che l'uomo-dio fermi la sua mano?
Se sentite ancora parlare della Chiesa bigotta che non capisce le sofferenze dei poveri malati, provate a spiegare cosa c'è davvero dietro alla mera speranza ( o addirittura illusione?) di guarigione per un singolo malato.
Ahimè non ho soluzioni da sottoporvi, temo che per tutti gli embrioni già esistenti non ci sia nessuna via di scampo, ma perchè il Ministero della Salute non risponde alla richiesta del Comitato Nazionale di Bioetica?  
Dal 2004 il CNB non vuol altro che una lista dettagliata degli embrioni esistenti, onde evitare l'aggiunta clandestina ( e probabilmente ben pagata) di nuove creature da sacrificare.
Lo scopo di questo mio articolo purtroppo si riduce alla semplice denuncia, e alla speranza di condividere un po' di consapevolezza che ci rende Liberi.
Liberi di indignarci, liberi di dire no, liberi di informare gli altri, liberi di contestare, non per bigottismo, ma per ragione, con scienza e coscienza!
Non solo la Legge, ma anche la vita, non ammette ignoranza poichè l'ignoranza ci rende complici muti e schiavi.

2 Giugno 2013


 
 
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