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ABBIAMO VOTATO !

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ABBIAMO VOTATO !

di Antonello Tedde


Il momento culminante, essenziale, fondante di ogni democrazia è finalmente arrivato e …. non sappiamo dove  andare a sbattere la testa !
Almeno questo è quello che si sente blaterare sulle televisioni, sui giornali e gli altri media.
Nella prima Repubblica, sulla base dei risultati elettorali, iniziavano i colloqui e le trattative, entravano in azione i politici, la cui maggiore virtù era la capacità di convincere, proporre, mediare.     
Con l’avvento della seconda Repubblica tutto questo è stato considerato vergognoso e indegno, la mediazione, l’accordo, la soluzione negoziata è diventata “l’inciucio”.
Ci meravigliamo che i cittadini sono schifati dalla politica ?  
La politica di fatto è stata assassinata e trasformata in un duello rusticano dove il vincitore prende il potere e fa quello che gli pare sino alle prossime elezioni. O almeno così vorrebbero i nostri cosiddetti politici. Lo stesso sistema che vige nei branchi di animali dove il maschio alfa domina senza controllo sino a quando non viene vinto e sostituito da un altro che diventa il nuovo alfa.
Questa sarebbe una manifestazione di progresso e civiltà.
Coloro  che hanno cominciato a votare intorno al 1994, ossia coloro che sono compresi nella fascia di età che va dai quaranta anni ai diciotto, hanno conosciuto solo questo tipo di politica. Giustamente la ritengono vergognosa e pensano che sia “una cosa sporca” dalla quale stare lontani.
E’ stato detto recentemente che le vecchie ideologie non esistono più e che i criteri di scelta devono essere altri. Mi pare più corretto affermare che non esistono più i politici, che chi si occupa di politica in realtà cerca soltanto il potere, orientato al tornaconto personale e/o dei circoli che frequenta e che lo sostengono.
In questo scenario non c’è da meravigliarsi se un personaggio come Grillo, con un passato ed una esperienza di uomo di spettacolo, capace di “tenere il palco” e di gestire una platea di migliaia di persone, cavalcando rabbia e disgusto abbia portato dalla sua parte i voti di milioni persone urlando semplicemente “ Mandiamo a casa chi ci ha preso per il naso in tutti questi anni”. Ha usato in verità anche dei termini più crudi, ma è un uomo di spettacolo e conosce il suo mestiere.
Se alla guida e all’interno dei partiti ci fossero stati dei politici, avrebbero previsto tutto questo e avrebbero cercato di porre rimedio a questa situazione. Se i mezzi di informazione non fossero stati impegnati a schierarsi con le tifoserie dei partiti o con chi gestiva il potere, avrebbero previsto tutto questo e lo avrebbero denunciato all’opinione pubblica ed anche ai partiti ed ai politici miopi che invece di guardare verso l’orizzonte e scegliere la direzione da indicare e seguire sono stati impegnati a guardarsi la punta delle proprie scarpe.
Giusto che Grillo ed il suo partito festeggino il successo ottenuto, probabilmente al di là delle loro più ottimistiche previsioni ( d’altra parte anche il partito di Grillo non è formato da politici ), giusto che pensino di cambiare tutto secondo i loro desideri.
Ma ne saranno capaci ?
Non è da trascurare che nonostante il successo relativo anche loro non hanno i numeri per governare da soli, ed aggiungo, senza malizia , per fortuna
non hanno i numeri per governare perché non bastano l’entusiasmo ( e neppure la buona volontà ) per governare una Nazione profondamente inserita in un contesto politico/economico internazionale notevolmente intricato, nel quale muoversi senza fare troppi danni richiede politici veri  ed anche molto bravi.
Per uscire da questa difficile situazione sarebbe necessario che all’interno dei partiti venissero trovati dei politici autentici che lasciando perdere i vecchi metodi di demonizzazione degli avversari e l’impegno a trovare punti di disaccordo, cercassero invece dei punti di accordo avendo l’obbiettivo di raggiungere il bene comune.
Non è corretto affermare che l’esito delle elezioni porta ad una situazione di ingovernabilità, ci sono tre possibili situazioni che permettono una ampia governabilità : CentroSinistra con CentroDestra, CentroSinistra con Grillo, CentroSinistra con CentroDestra e con Grillo.
Potrebbero definire un programma comune per un anno o due anni o cinque anni e se la coalizione non dovesse reggere resterebbero ancora le altre due opzioni possibili, prima di sciogliere le Camere e tornare al voto
Sarebbe opportuno che tra i punti a maggiore priorità venisse inserita la rianimazione della politica agonizzante, rianimazione che non può che partire da una legge elettorale che si preoccupi della rappresentatività democratica delle istituzioni e non dei miseri conti di bottega  che assicurino la governabilità, termine che in realtà serve a nascondere la volontà di gestire il potere senza intralci e interferenze e soprattutto senza confronti costruttivi. Ho perso il conto di quante volte sono state approvate Leggi e Decreti ricorrendo alla “fiducia”. Ricorrere alla fiducia significa “O si fa come vuole il Governo o si torna a votare e… potrete dimenticare di essere di nuovo designati come deputati e senatori”
. Questo tipo di ricatto, sottinteso in ogni ricorso alla fiducia, somiglia più ad una dittatura di partito che ad una manifestazione democratica, infatti in questo modo il Parlamento diventa un teatro in cui si recita un copione e non la sede dove si promulgano e discutono le Leggi che regolano la nazione.
Avranno la capacità e l’onestà i deputati che abbiamo appena eletto di restituire agli elettori il sacrosanto diritto di scegliere i propri rappresentanti sia come uomini che come partiti?
Non dimentichiamo che i discorsi che si stanno facendo in queste ore su un ‘Italia divisa in due, più precisamente in tre, non tengono conto di quel 25% di elettori che non ha votato perché sa che il suo voto non serve a nulla, più l’altro milione circa di elettori  che ha votato scheda bianca o nulla, più quella consistente parte di elettori che ha visto il proprio voto letteralmente buttato nel cestino per non avere raggiunto la soglia.
Se la legge prevede un Deputato ogni 100.000 cittadini ed un Senatore ogni 200.000 cittadini ( un poco di meno a voler fare i conti precisi ) per quale motivo non si può eleggere un deputato se non si raggiunge il 4 % dei voti alla Camera e l’8 % dei voti al Senato, ossia da 1.5 a 2 milioni di voti alla Camera e da 3 a 4  milioni di voti al  Senato ?
Per assicurare la governabilità o per fa prove pratiche generali di dittatura, assassinando insieme alla Politica anche la Democrazia ?
Antonello Tedde
26 Febbraio 2013

 
 
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